5 idee per riconfigurare lo scenario del branding italiano: un’intervista con Michele Genghi

By Michele Genghi

Creative Director

News

8 mar, 2017

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1. Rompere la routine, pensare laterale, mischiare i team.

Per evolversi bisogna rivedere sia l’organizzazione dei team di lavoro sia il modo in cui le persone nel team pensano. È necessario muovere le acque e rivedere, se non abbandonare, modalità consolidate per generare soluzioni creative che nascano da una collaborazione davvero compenetrante tra strategia e design, generando un circolo virtuoso che in modo efficace porta a risultati realmente innovativi.

2. Gestire l’ideazione di un brand come un software, tra approccio agile e beta-test.

Sviluppata l’idea, va provata nel mondo reale. E per farlo non si può contare solo su un focus group. Dopotutto noi non compriamo concetti, ci facciamo affascinare dalle esperienze che i brand sono in grado di creare. Un approccio agile e snello ci permette di prendere dei rischi e testare velocemente le idee aumentando le possibilità di successo grazie a un miglioramento incrementale.

3. L’Italia è un paese logo-centrico. Parliamo di Experience.

Un brand non è solo un simbolo, è piuttosto un insieme complesso di elementi, simile a una persona. Oggi si comporta in un modo, domani in un altro; parla, ascolta, esprime delle opinioni, prende delle posizioni, le cambia, sogna. Crea della relazioni complesse, intime e profonde con i propri utenti; pertanto è ingenuo dire che ci riconosciamo esclusivamente in un simbolo: il marchio è solo una delle porte di ingresso per conoscere il brand, più simile a una stretta di mano che a un viaggio.

4. Design by multichannel or die.

In continuità con quanto detto al punto tre, la sfida che i clienti e le marche ci pongono nel mondo in cui viviamo oggi non è più solo circoscritta al posizionamento e al “look and feel.” Non è sufficiente parlare di activation, digital branding, environmental design; occorre andare oltre per permettere al brand e ai suoi utenti di sognare, spostare i propri perimetri, individuare nuovi orizzonti di business e, se necessario, ridefinire completamente la propria categoria o abbandonarla.

5. Verbal branding e type design: dare voce al brand nel mondo digital

In un sistema multi-canale i brand parlano sempre più spesso; e se è vero che le immagini sono più immediate delle parole per trasferire un concetto queste ultime agiscono però a un livello più inconscio in grado di cambiare davvero il comportamento delle persone. Per supportare i brand in questa evoluzione vanno dotati, oltre che di un buon vestito, anche di un vocabolario in grado di offrire ai consumatori un’esperienza sempre più ricca e stratificata. Dopodiché la marca ha un ulteriore metodo di comunicazione per farsi identificare e scegliere: il font.

Questa intervista è stata originariamente pubblicata su Advertiser.it (April 2016).

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