Cultura aziendale: perché è diventato più difficile motivare le persone? Il change management deve partire dal brand e adeguarsi al tempo dei social.

By Antonio Marazza

General Manager

Thinking

1 set, 2017

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Motivazione, spirito di squadra e senso di responsabilità sono essenziali per il successo di qualsiasi attività, su questo siamo tutti d’accordo. È per questo che ammiriamo brand come Starbucks, P&G, Google o IBM , perché negli anni hanno saputo creare e consolidare una cultura interna forte e spesso inconfondibile. Anche i numeri sembrano confermare questa visione: secondo alcune ricerche, infatti, le aziende che gestiscono proattivamente la cultura interna hanno mostrato in 10 anni un tasso medio di crescita del fatturato superiore del 516% e livelli di innovazione e di talent retention superiori rispettivamente del 30% e del 40%* rispetto a quelle che non lo fanno.

Una dinamica che, alla fine, si riflette nella qualità della relazione con il cliente, e che non interessa soltanto i consumer brand ma soprattutto i servizi professionali e le attività business to business, in cui la capacità di gestire nel modo corretto relazioni interpersonali complesse fa spesso la differenza.

Ma come è possibile attrarre i migliori talenti e farli innamorare della nostra visione imprenditoriale? Come possiamo far sì che ‘abbraccino’ la nostra strategia di business? Come fare in modo che sia naturale per loro agire in coerenza con la nostra ‘promessa di marca’?

Non servono manuali e mansionari.

La novità è che anche gli investimenti profusi in termini di formazione, comunicazione interna e change management sembrano produrre effetti sempre meno incisivi e durevoli. Per un semplice motivo: oggi manager e dipendenti, in particolare quelli più giovani, reagiscono in modo decisamente più cinico ai contenuti e ai messaggi propagati ‘dall’alto’. Succede perché nella loro veste di cittadini e consumatori ormai sono abituati a formare le loro opinioni e orientare i propri comportamenti attraverso un dialogo costante con amici, colleghi, blogger e opinion maker, usando quotidianamente i social network per amplificare la propria rete di relazioni.

Perché nel lavoro dovrebbe essere diverso?

Su piattaforme come Glassdoor, manager e dipendenti giudicano l’azienda per cui lavorano o hanno lavorato come se fossero su Tripadvisor, evidenziandone impietosamente pregi e difetti sulla base della propria esperienza personale ed esprimendo giudizi più o meno lusinghieri, ma quasi sempre sinceri, sui top manager. Le conversazioni su Yammer o su Whatsapp e Facebook si prestano a raccogliere critiche, opinioni e commenti informali che spesso contengono più verità delle dichiarazioni ufficiali. Tutto ciò ha un impatto preciso nella gestione di ogni organizzazione: semplicemente, manager e dipendenti non vogliono più che gli sia prescritto cosa fare e come comportarsi. Sono piuttosto propensi a imparare attraverso il confronto, l’interazione, l’esperienza, il gioco.   

Anche i fattori motivazionali stanno cambiando: se è vero che la reputazione aziendale rimane al secondo posto tra i parametri di scelta del posto di lavoro anche tra i millennials, crescono in modo esponenziale rispetto alla generazione precedente aspetti come il senso (‘purpose’) dell’organizzazione e della propria mansione, la realizzazione di sé e la possibilità di offrire un contributo tangibile, di ‘fare la differenza’ con il proprio lavoro**.

Non sorprende quindi che, secondo numerose ricerche, il disallineamento tra obiettivi aziendali e obiettivi personali dei dipendenti sia tra le maggiori preoccupazioni dei top manager. Ma pretendere di ispirare manager e dipendenti con valori astratti, workshop interminabili, campagne promozionali interne e benefit che guardano solo gli aspetti materiali non è più realistico: si tratta piuttosto di innovare profondamente la costruzione e l’attivazione della cultura aziendale. 

Come?

In Landor abbiamo sviluppato un nuovo modello di Culture Activation™ che collega:

  • uso della marca come motore del cambiamento organizzativo (del resto la marca è il motivo per cui clienti e talenti ci dovrebbero scegliere)
  • intervento su processi e atteggiamenti
  • uso di strumenti e modalità di coinvolgimento adeguate al mondo in cui viviamo

Più dettagli e risposte nei prossimi post, da non perdere!

* Fonte: Qualtrics Employee Experience™ research

** Fonte: PWC Millennials at work: reshaping the workplace – Rikleen. Creating tomorrow’s leaders: the expanding roles of Millennials in the workplace. Boston College Center for Work & Family

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