I 7 principi del Brand Manifesto

By Fabio Pisano

Strategist

Thinking

28 mar, 2017

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Quando lavoriamo sulle strategie di marca per i nostri clienti sappiamo che la flessibilità, l’agilità e un approccio iterativo sono tutti imperativi.

Per questo motivo Landor usa metodologie che si adattano alle esigenze dei clienti e che permettono di verificare le nostre idee e arrivare alla soluzione finale più adatta al progetto. 

In particolare, quando definiamo il posizionamento di marca, uno degli strumenti più apprezzati di Landor è sicuramente la nostra Brand Driver® platform (BDP). Questo strumento permette di sintetizzare in una sola scheda i pilastri fondativi di un brand.

Tipicamente la BDP viene affiancata da una narrativa di marca che descrive la percezione desiderata che un brand vuole avere verso i suoi stakeholder. La narrativa nasce con l’obiettivo di ispirare e guidare tutte le future comunicazioni della marca, sia scritte che orali. 

Anche se le narrative di marca nate dalla BDP sono delle eccellenti fonti di ispirazione per lettori e scrittori, risultano spesso generiche e disomogenee, in forma e struttura, e troppo aperte alle interpretazioni dei singoli.

Per questo motivo fanno sorgere alcune domande da parte dei manager: “Questa narrativa è ad uso interno o esterno? Come posso sfruttarla al meglio? Dovrei usarla in tutti i nostri output di comunicazione?”

Con l’obiettivo di rendere la BDP ancora più concreta ed utilizzabile - e al contempo di rendere la narrativa di marca ancora più emotivamente coinvolgente - Landor Milano utilizza una soluzione molto efficace: il Manifesto della marca.


IL MANIFESTO NELLA STORIA E AI NOSTRI GIORNI


Per molti l’idea di un Manifesto di marca può suonare poco innovativa. Noi però l’abbiamo trovata estremamente di successo: uno strumento di alta qualità e che risponde alle necessità dei nostri clienti. 

Prima di tutto facciamo un rapido excursus storico.

I Manifesti sono già parte della nostra cultura generale - siamo tutti familiari con tanti esempi provenienti dalla storia: La dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti, il Manifesto del Futurismo, quello del Partito Comunista e tanti altri. 

I primi Manifesti sono nati principalmente da movimenti artistici e politici - oppure usati addirittura per dare vita a nuove nazioni. Negli esempi mostrati si può notare come i Manifesti riescono a coinvolgere le persone sugli obiettivi dei movimenti nascenti, spiegando come la popolazione potrebbe agire per sentirsi parte dell’organizzazione. 

Infatti è proprio la definizione della parola “manifesto” che spiega i suoi obiettivi e il suo utilizzo: “Un Manifesto è una dichiarazione pubblica dei principi e delle intenzioni di un movimento o una organizzazione”.

Al giorno d’oggi molte delle marche più amate comunicano l’essenza della marca - i loro obiettivi e la loro missione - attraverso un Manifesto. Ad esempio Nike o Harley-Davidson.

Emilgroup è un leader nella produzione di piastrelle in gres porcellanato ad alto contenuto di design. Il nostro obiettivo era quello di creare un nuovo master brand in grado di comunicare gli elementi distintivi del gruppo e trasferirli a tutti i sub brand. Questo Manifesto è stato sviluppato per dichiarare in modo chiaro a tutti gli stakeholder cosa Emilgroup rappresenta.

I tempi cambiano. Nei paesi sviluppati, produciamo più energia di quella consumata. È necessario promuove un cambio culturale radicale sul nuovo ruolo dell’energia nel nostro sistema economico e nelle nostre vite. Enel, una utility multinazionale con quasi 70 milioni di utenti, ha chiesto a Landor Milano di coinvolgere tutti i pubblici interni ed esterni all’azienda attraverso un Manifesto per il “Futur-E” dell’energia.


5 + 1 BUONE RAGIONI PER AVERE UN MANIFESTO PER LA TUA MARCA


Per concludere, perchè un Manifesto?

  1. Per stabilire in modo chiaro la visione della marca, una direzione alla sua leadership e un esempio per tutta l’azienda.
  2. Per migliorare l’impatto e la coerenza di ogni attività svolta dalla marca: servizi, comunicazione, promozione etc.
  3. Per migliorare e facilitare l’integrazione e l’articolazione tra la BDP (o qualsiasi altra piattaforma strategica di marca) e le altre dichiarazioni aziendali come Vision, Mission e Valori.
  4. Per spingere e far crescere una cultura della creatività. Un Manifesto ben scritto è un’opera d’arte che può ispirare e guidare soluzioni creative sviluppate internamente o da partner esterni.
  5. Per accendere l’interesse verso programmi di engagement dei dipendenti e altri maggiori progetti di re-branding.

L’ultimo punto (+1): chi non vorrebbe avere qualcosa di bello e rappresentativo della marca per cui lavora da appendere al muro del proprio ufficio?

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