I Trend 2017 secondo Landor



By Landor Milano

Ufficio Stampa

News

14 mar, 2017

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Una tendenza non è una moda passeggera. È un vero e proprio cambiamento che dura nel tempo, capace di influenzare i comportamenti e le decisioni di acquisto delle persone. Diamo nuovamente una occhiata a quelle che riteniamo essere le tendenze più interessanti del 2017.

La realtà virtuale diventa Business To Business.

Termini come “realtà virtuale” o “realtà aumentata” fanno ormai parte della nostra quotidianità di consumatori. Nel 2017 le tecnologie digitali saranno ancora più centrali nel mondo delle imprese, permettendo loro di compiere un ulteriore balzo in avanti sia in termini di produttività, sia di relazione con i propri dipendenti e clienti.

Sarà sempre più frequente seguire la produzione da remoto, monitorare i flussi di forniture, individuare potenziali criticità e semplificare i processi già in fase di progettazione. Ingegneri e architetti metteranno a fuoco i progetti in un ambiente virtuale e i medici potranno personalizzare la cura dei loro pazienti osservando l’evoluzione di una malattia in un ambiente responsivo.

Un noto studio legale americano ha già fatto conoscere ai suoi clienti “Ross”, un avvocato dall’intelligenza artificiale capace di leggere milioni di pagine di ricerca in pochi secondi.

Senti chi parla.

Molti di voi conoscono già “Siri” di Apple, e magari anche “Watson” di IBM e “Alexa” di Amazon. Sono tutti “chatbot”: programmi che tramite algoritmi di intelligenza artificiale riescono a sostenere una conversazione con gli esseri umani. Non solo colossi della tecnologia, ma anche brand consumer come Sephora e TacoBell stanno usando questi programmi. I brand decisi a utilizzare questa tecnologia sono in continuo aumento e nel 2017 quasi tutti i settori inizieranno a semplificare le comunicazioni uomo-macchina non soltanto con i loro clienti, ma anche al proprio interno.

Le aziende dovranno perciò essere molto attente ad adattare la “voce” del “chatbot” ai valori e alla personalità del loro brand. 

Il 2017 vedrà il ricorso al “chatbot” su larga scala: nello shopping online, nel servizio clienti e in molto altro ancora.

Let’s get phygital, phygital.

Ricordate il film “Matrix”? Quella che prima era soltanto fantascienza oggi è diventata realtà, grazie alla progressiva fusione del mondo fisico con quello digitale. Quest’anno siamo stati perseguitati dal fenomeno Pokémon Go, dove i partecipanti, smartphone alla mano, interagivano con il mondo reale e con gli altri giocatori. Ma il crollo dei confini tra mondo fisico e digitale offre alle aziende nuove opportunità per coinvolgere i propri interlocutori. Come ha fatto Lowe’s, un importante rivenditore americano di elettrodomestici e articoli per la casa, con una app grazie alla quale i clienti possono costruire modelli virtuali personalizzati di arredi, infissi e simulare l’applicazione di un nuovo pavimento per la propria casa.

Con canali digitali e mondo reale sempre più interdipendenti, innovazione e creatività renderanno potenzialmente più liberi i consumatori e più forti i brand.

Non ci dimentichiamo della natura che ci circonda.

A volte abbiamo la sensazione che tutta la nostra vita si svolga sotto la lente di un microscopio digitale. Eppure – o forse proprio per questo – sempre più persone desiderano prendersi una pausa dal web. 

Non è un caso che applicazioni come AllTrails, MapMyRun, GoSkyWatch Planetarium e My Altitude stiano rendendo più accessibili gli angoli più nascosti del pianeta, cercando di risvegliare il nostro istinto d’avventura. Nel 2017 saranno sempre di più le aziende che legheranno la propria strategia alla tutela dell’ambiente: come già fanno Tentree e Tinlid Hat Company, che per ogni prodotto venduto hanno deciso di piantare un albero.

Un’esperienza a misura di ogni cliente.

Oggi possiamo personalizzare tutto. Dall’interfaccia con cui facciamo shopping, ai prodotti che acquistiamo, fino ai messaggi pubblicitari. Se questo è senz’altro vero per il mondo digitale, non lo è ancora per quello fisico.

Poiché quasi il 90% delle decisioni dei consumatori avviene a livello inconscio, è importante utilizzare strumenti sofisticati come sensori di calore, rilevatori di movimento e lettori del viso per acquisire importanti informazioni. Queste restituiscono una conoscenza più precisa del singolo cliente che, a sua volta, consente di ottimizzare la loro esperienza di marca.

Kidulting. Anche gli adulti sono stati bambini.

C’è un termine di cui nel 2017 sentiremo sempre più parlare. È il “kidulting”: la possibilità da parte degli adulti di dedicarsi ad attività che facevano da adolescenti, o addirittura da bambini. Nei prossimi mesi questa tendenza prenderà sempre più piede, e molti brand saranno impegnati a ricreare quell’esperienza giocosa e spensierata tipica di quando si era ragazzi.

Questo permetterà alle aziende di agganciare e interfacciarsi in modo efficace con una generazione complessa e sfaccetata come i millenials che vive la nostalgia di un passato prossimo in modo molto particolare.

Viva la trasgressione. Ma con moderazione.

Altro tema importante del 2017 è quello alimentare. Oggi un atteggiamento punitivo, ‘salutista’, non è più vincente. I consumatori desiderano alimentarsi in modo corretto, ma allo stesso tempo vogliono potersi gratificare di tanto in tanto. Lo sanno brand come Coca-Cola o McDonald’s, che hanno lanciato formati più piccoli. Ma anche Mars Food, che sull’etichetta di alcune sue salse ha inserito la scritta ‘per un consumo solo occasionale’.

Insomma, tenersi in esercizio e seguire un’alimentazione sana ed equilibrata è sicuramente importante, tanto quanto potersi concedere (almeno ogni tanto) un hamburger con patatine fritte e la giusta dose di ketchup.

Less (design) is more (simplicity).

Dopo anni di colori vistosi, effetti metallizzati, colpi di luce e stampe multicolore assistiamo a un ritorno della semplicità e della sobrietà. Le etichette avranno meno informazioni, per rendere più semplice e immediato il riconoscimento del prodotto, oltre che per facilitare la decisione d’acquisto. Questa tendenza si applicherà anche ad altre aree di design come i marchi, le interfacce utente e la comunicazione in genere.

L’unione fa (sempre di più) la forza.

Una volta il brand era territorio esclusivo dell’amministratore delegato o del manager. Oggi appartiene a tutti. Nel 2017 le aziende cercheranno sempre più di coinvolgere i consumatori nelle loro scelte. Allo stesso tempo, promuoveranno la loro comunità interna rendendo i propri dipendenti sempre più partecipi e di conseguenza più fieri del loro lavoro e del loro brand. 

Ad esempio M&M’s ha invitato i suoi consumatori a votare la nocciolina preferita, mentre Adobe ha chiesto ad alcuni artisti di reinventare la “A” del suo logo.

Concludendo.

Le parole chiave del 2017 saranno “svago”, ma anche “responsabilità. “Salute”, condita da una buona dose di “edonismo”. “Partecipazione”, “Semplicità” e “Natura” in un mondo governato sempre più da logiche complesse e digitali. Le aziende capaci di adattarsi a questi mutamenti saranno anche le più stabili e competitive.

Appuntamento a fine 2017 per verificare se avevamo ragione!

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